Una nuova nube su addensa sulle teste degli italiani. Come se non bastassero i disagi ed i problemi posti dalla pesantissima crisi economica e dalle sanguinose misure di recupero, si materializza un nuovo ed urgente bisogno. Si, si tratta di sistemare tutta la schiera nutrita di nani e ballerine che negli ultimi anni hanno fatto da coro famelico per il deposto cavaliere. Le ansie sono partite dalla sostituzione di Minzolini al TG1. Il povero spelato, destituito per i numeri miserrimi dell'audience, privo del suo unico sostegno professionale, se ne va. Per il momento, lascia mesto e ringhioso, minacciando contenziosi civili, con il classico scatolone di cartone, visto che ha rifiutato di fare l'inviato RAI a New York. Ma è stato solo il primo lampo Pensate che trauma dover sistemare Emilio Fede che, secondo fonti informatissime, starebbe per mollare "spintanemente" dal cadreghino occupato per tanti anni al TG4. Le sue comiche intemerate pro silvio non bastano più. Nè serve ricordare la lunghissima carriera da lacché che l'ottuagenario sedicente giornalista ha percorso con pantomime e slinguazzate vergognose verso Arcore. Pare che ultime poco gradite esternazioni del moro abbiano convinto i dirigenti mediaset a decidere per la estromissione. Non è ancora certo se siano stati i 400 mila euro della marchetta lelemoriana o altre facilmente immaginabili incontinenze del direttore a far prendere una decisione che, ai pochi spettatori di buon senso di quel telegiornale, sembrava da anni doverosa. Passano così le "glorie" del mondo e i tempi cambiano rapidamente se persino il ringhioso mastino andrà nel dimenticatoio. Intanto lui fa sapere che si contenta di una modesta buonuscita di dieci milioni di euro. Gli servono per un colpo finale al casinò. I signori del cda del gruppo staranno pensando: overdose di viagra o di carote abbronzanti? Secondo voci non controllate gli avrebbero offerto una presidenza del settore editoriale, con alternativa per un abbonamento a Playboy ed una tessera di "betwin"di 250 euro. Vedete quanti grattacapo? Dobbiamo sistemare non solo questi pilastri dell'informazione ma anche la Santadeché, la Carlucci ed altri giganti del genere. A fare due conti ci vuole una nuova manovra Monti e state pur certi che la pagheremo tutti l'ennesima emergenza mobilità. Ce li meritiamo tutti e li accompagneremo economicamente per tutta la vita. Fatevene una ragione!
sabato 17 dicembre 2011
lunedì 5 dicembre 2011
Grazie, Professore
Gli italiani normali, e per tali intendo quelli abituati a pensare un minimo allo stato reale delle cose, non possono dichiarsi sorpresi. Le misure di sacrificio fissate dal nuovo esecutivo non potevano essere diverse. Ma esaminiamo i fatti e gli avvenimenti nel loro svolgersi. Il governo "tecnico" Monti è nato per lascito fiduciario del precedente governo del cavalier banana. Che da uomo coerente e sincero come pochi altri, non poteva rimangiarsi la miriade di puttanate promesse in tutte le campagne elettorali a suoi interessatissimi elettori. Niente nuove tasse, incentivi allo sviluppo, condoni a gogò, struttura delle pensioni inalterata, niente ICI, nessuna tassa sulle successioni e via discorrendo. Ma il (P)aese - vedete voi se merita la maiuscola - era in catalessi da decenni e la cura da cavallo ora propinata ci voleva da quel dì. E il nano artificialmente eretto, aveva ben compreso che se le misure di sangue le avesse proposte lui, avrebbe dovuto trovare una nazione senza estradizione disposta ad ospitare lui e quello che resta della sua scombiccherata compagnia di guitti per evitare di essere appeso a palle larghe al centro di Arcore. E non era il momento, visto le difficili situazioni di Mubarak, Gheddafi, Putin ed altri galantuomini assùimilabili. Per non parlare del suo folcloristico partito dei ladri che, alle prossime elezioni, magari cancellando in tutta fretta il nome del fuggiasco, avrebbe preso percentuali da confrontare alle temperature invernali di Anchorage. E allora? Pensa che ti ripensa - si fa per dire nel caso specifico - presenta sulla cattedra i pidiellini che hanno studiato. Facce presentabili, congiuntivi a posto, abbigliamento da schiattamorti quanto basta.
La sostanza della manovra è davanti agli occhi di tutti: pagano - e come ti sbagli? - sempre gli stessi. Con decurtazioni sulle pensioni, aumenti delle tasse regionali con ricadute negative su stipendi e pensioni fermi da secoli, aumento dell'IVA con ripercussioni su tutti i beni e servizi. Inasprimento delle condizioni per andare in pensione, con ulteriore tappo per giovani e disoccupati.
E l'aumento delle aliquote IRPEF per i redditi alti? la patrimoniale? No ci dispiace, queste sono misure di sinistra e dovremo attendere per altri 50 anni - chi ce la fa - per un altro governo a guida, diciamo, progressista.
Continuano a comandare gli stessi, la Chiesa è salva con i suoi beni e i suoi privilegi.
E la famosa evasione fiscale? Non troverete un solo esponente politico disposto a spendere una parola in più. Formalmente la combattono tutti, ma nell'ipocrita e colpevole consapevolezza che senza il sommerso le piazze d'Italia ed in particolare del Sud, sarebbero piene di gente con forconi e coltelli in mano pronta ad assalire chiunque per sopravvivere. Vi siete chiesti come facciamo ad andare avanti nonostante i numeri stellari della disoccupazione? Piccoli artigiani, imprenditori improvvisati, venditori di tutto il possibile "a nero", tecnici con borsa a tracolla che riparano di tutto, consulenti assicurativi, finanziari, capaci di procurare mutui, leasing, finanziamenti di ogni genere senza avere un ruolo ufficiale; paramedici e paradentisti in grado di assicurare in tempo reale quelle prestazioni che diversamente vedrebbero i pazienti in lista non di attesa negli studi, ma nelle sale mortuarie. E ancora, badanti, domestici di ogni livello, operatori del microcommercio. Un arcipelago di percettori di reddito contenuto che riescono così a tirare la carretta.
La rivoluzione? Dimenticatelo. E' per popoli seri. Non va bene per gli italiani che alla fine, un cugino prete o consigliere comunale se lo troveranno sempre!
giovedì 1 dicembre 2011
lettore di seconda mano
Mi presento: sono un lettore di seconda mano. Per chi volesse saperne di più, sono ammesse tutte le domande, ma non so se saprò rispondere. No, non sono un lettore di libri usati, del genere acquirente di volumi esausti su bancarella. Eppure avrei un amico che opera da anni nel settore, tal Lello "Feltrinelli" titolare di una conosciuta ditta in San Biagio dei Librai, davanti a Palazzo Marigliano. Devotissimo a tutta la mia famiglia per alcune donazioni di libri che nel tempo abbiamo smaltito, rimpolpando il suo catalogo. I prezzi sono bassissimi, da uno a tre euro, ed è possibile trovare il libro raro o qualche comunissima serie da edicola. Ma tornando al mio caso, la mia qualifica di lettore di seconda mano deriva dal fatto che compro al massimo una diecina di libri all'anno. Ma per mia fortuna e piacere, riesco a leggerne una cinquantina, grazie al rigiro di mio figlio, lettore instancabile, che mi passa di tutto. Così finisce che non ho più gusti letterari originari, ma derivati, in tutto dipendenti dalla bulimia letteraria del giovanotto. Per mestiere lui cerca di fare il giornalista. Ma non è possibile parlare di lavoro in senso tecnico, mancando uno dei requisiti essenziali, la retribuzione. Ovvero se ne parla all'inizio, ma poi tutte le imprese editoriali con le quali entra in contatto vanno inevitabilmente a carte quaranta. Non so se dipende da lui o dalla scarsa coscienza dei datori. Intanto legge, scrive per giornali "on line, ma soprattutto" dispensa il suo giovanile ardore nei confronti di fanciulle sparse in tutta la penisola. Concetto positivo che esalta il suo senso di disponibilità nei confronti della nazione intera, senza pregiudizi di lingua o di razza, magari frequentando contemporaneamente ragazze amiche tra di loro, quando non parenti. Un capolavoro! Lo stesso concetto della scelta dei libri: lui non fa distinzione, purché si .. legga. E purtroppo, per limiti di età, a tacer d'altro, nel suo primo campo di interesse non riesco ad essere un utilizzatore di secondo profilo, trattandosi, tra l'altro, di signorine di età fino ai 30 anni. Saggiamente, ripiego sui libri, ingurgitando di tutto, facendo anche scoperte interessanti che difficilmente riuscirei ad individuare in modo autonomo. Per fortuna ci sono i giovani, e le loro meravigliose follie. Gli anziani? alla larga, specie quando hanno perso (o pensano di aver perso) la facoltà di innamorarsi. Di un'idea, di un colore, di una musica, di un profumo o di un sapore.
lunedì 28 novembre 2011
fare denuncia a chi di dovere..
Fino ad ieri ho vissuto nella beata ignoranza di chi fosse la signora Yanina Screpante. Ma, nonostante tutto, sopravvivevo. Poi con i giornali di oggi, finalmente, la rivelazione. La signora in questione, definita amabilmente dalla stampa "Lady Lavezzi", ha pensato bene di rivolgersi a Twitter per denunciare la rapina del Rolex subìta da qualche giorno in via Petrarca, oltre a sfogare la sua indignazione consegnando ai posteri la sua definizione di Napoli: "ciudad de mierda". A parte le immediate considerazioni sulla visceralità dello sfogo, dobbiamo arguire che la lady, cittadina straniera, non è stata informata a dovere su quali siano nel nostro Paese gli organi ai quali denunciare un evento delittuoso del genere. O forse si è convinta - a ragione - attraverso la storia di altro pedatore rapinato e immediatamente risarcito - che il ricorso alle forme alternative di denuncia risulti di gran lunga più opportuno, oltre che conveniente. Un destino poi quello di questo Rolex! Da pochi giorni il fidanzato di Yanina, il funambolico Lavezzi, lo aveva riottenuto insieme ad altri sei orologi, presumiamo preziosi, a seguito del dissequestro di beni ritrovati a casa di Marco Iorio. Un nome entrato in inchieste giudiziarie cittadine con l'accusa di contiguità alla camorra, ma buon amico del Pocho che, udite, udite, aveva anche lui ben pensato di affidare all'amico i suoi preziosi orologi, considerando la di lui casa assai più affidabile e sicura di qualsiasi cassetta di sicurezza bancaria.
Da questa storia amena, ma non troppo, facciamo discendere la convinzione che questi idoli delle folle provenienti da terre lontane hanno compreso appena arrivati dalle nostre parti che la polizia e le banche non funzionano o funzionano male. e che per tutelare gli ingenti patrimoni accumulati a pedate è meglio rivolgersi a Twitter o "agli amici degli amici". Il risultato è quasi garantito!
domenica 27 novembre 2011
questa è l'Italia e questi sono gli italiani
Avevamo deciso per una giornata spensierata a Salerno. E fin quando siamo rimasti a Salerno è andato tutto a gonfie vele. Temperatura mite, sole che riscaldava, la folla giusta per strada, un ristorantino vicino al mare che ci ha deliziato con uno spaghetto alle alici e baccalà con patate. Dopopranzo a bordo mare e tante considerazioni sulle differenze, notevoli, tra la vita caotica, violenta ed insulsa della nostra città e quello scenario, apparentemente quieto e rilassante. In stazione a Salerno, chiediamo dove siano i bagni. Un addetto ci comunica che nell'intero scalo ferroviario di un capoluogo di provincia non c'è un solo servizio funzionante. "chiedete al bar fuori la piazza". Resistiamo e prendiamo un comodo treno che, senza fermate, ma senza neppure bagni, ci riporta a Napoli. Scesi, siamo .. incalzati dalla necessità e troviamo l'unico luogo di decenza della stazione FS di Napoli. A pagamento, con moneta, altrimenti hai voglia a fartela addosso e di sentirti male. Non c'è carta, ovviamente, lo sciacquone non funziona, l'acqua esce solo se ti accorgi che sotto il rubinetto ci sono dei piccoli sensori che avviano il flusso. Va tutto male, ma ce lo facciamo piacere lo stesso, era stata una giornata di vacanza! Come però trascurare le normali riflessioni sul degrado della zona di piazza Garibaldi, sulla disperazione che compare sulla faccia di molti, alle prese con le necessità più minute di sopravvivenza. E così, nel percorso verso casa, dopo pochi minuti, passiamo davanti ad una nota boutique della cravatta dove in paziente attesa una coda di almeno trenta persone attendeva di accedere al tempio del nodo scappino. Pezzi di tessuto, magari ben selezionati per colore e qualità, che costano a partire da cento euro e arrivano molto oltre. Questo il quadro di questa, come di altre città. Nelle zone di frontiera si arriva ogni forma di sacrificio quando non di abiezione personale pur di tirare a campare; nella zona bene individui dotati di cervello e sentimento attendono per ore di pur di comprare il costosissimo oggetto alla moda. Forza italiani, non vi preoccupate della crisi, comprate l'ultimo Ipod o le ultime scarpe di moda. Alla fine il conto lo pagherà pure qualcuno. L'importante è che non siate voi|
domenica 13 novembre 2011
mari o monti?
E' andato a casa? Forse. Di sicuro per qualche giorno non gli sentiremo la bocca traboccante di cazzate. Va tutto bene, sono il migliore statista italiano del secolo. Che poi bisogna intendersi, in questo secolo c'è stato solo lui. Se poi facciamo due considerazioni sulla fine dell'altro regime, nonostante la guerra e i disastri connessi, ci verrebbe da dire che non è mai finito. I notabili democristiani che hanno governato per 50 anni altri non erano che gli stessi burocrati del fascismo smarcatisi all'ultimo momento oppure i successori di quelle mentalità e di quel clima culturale. Tornando a noi, avremo ancora 50 anni di epigoni dello psiconano? Speriamo di no e poi beato chi li vedrà quei tempi. Nell'immediato ci spetta la solita stagione di rigore e di sacrifici in nome di una nazione che continua a non esserci. Nella quale continueranno a sgovernare uccellacci vestiti di nero con i loro ricatti morali e le loro menzogne metafisiche. E dove i "servitori" dello Stato penseranno prima di tutto al loro lesso ed al benessere delle proprie famiglie e consorterie. Godiamoci per quanto possibile queste ore. L'olezzo si allontana, o almeno così sembra, il codazzo di nani e ballerine si attenda nell'angolo in attesa che un altro rigurgito populista faccia riemergere (nel loro caso è termine esatto stante la materia componente) tutto il blocco. Lasciateci illudere che questo signore che frequenta solo salotti finanziari internazionali sia il nostro salvatore. A dirla così già sembra impossibile. Possiamo però quanto meno provare a fargli le bucce e gridargli in faccia colpo su colpo che siamo "in campana" e ci aspettiamo che faccia il suo compitino di ragioniere e se ne vada a casa. Sempre sperando che la prossima volta il popolo elettore non si faccia fottere dall'ultima lusinga di condoni, sgravi, scorciatoie e raccomandazioni di vescovi.
lunedì 7 novembre 2011
il cerino in mano
avverto odori sulfurei nelle ultime giornate politiche. Apparentemente i suoi stanno lasciando il povero nano arrapato. Qualcuno accompagna la decisioni con banali quanto condivisibili argomenti: l'interesse nazionale, la fine del sogno liberista, lo scollamento dai criteri di aggregazione iniziali, il recupero dell'economia. Ma tutto queste manovre ad opera di ex soubrette, (la Carlucci) nuove/vecchie star, (Pisanu) etoiles, (Stracquadanio) mi puzzano di un antico bruciato. Sappiamo tutti che nei momenti di sudore, lacrime e sangue i governi sono stati prevalentemente di sinistra, attribuendo l'opinione pubblica a queste forze politiche quel minimo di pelo sullo stomaco idoneo ad imporre le misure drastiche ai cittadini. E allora vuoi vedere che queste ultime topesse che stanno staccandosi dal lardo non siano d'accordo con il loro pifferaio e che tutti i movimenti il quali assistiamo non siano altro che un concordato minuetto per lasciare il cerino delle restrizioni e dei sacrifici ad un governo "tecnico", come quello che potrebbe essere affidato a Mario Monti? Facciano pure i tecnici, i tecnocrati e i loro sostenitori di sinistra quella manovra effettiva di cui il Paese ha bisogno. Impongano patrimoniali, facciano pure rivivere ICI ed altri balzelli. Noi fetecchioni di destra stiamo a guardare e ci rifacciamo un minimo la faccia per ripresentarci poi felici e vincenti alle prossime elezioni. In un clima meno infuocato Berlusca o suoi cloni potranno diffondere le loro lusinghe di condoni, sconti, scorciatoie, amnistie, salva successioni. Tornando così in sella in questa nazione di moderati e magnoni dove uno zio prete vale mille volte più dell'Ufficio di collocamento. Fino alla prossima crisi, ma dopo aver creato moneta fasulla e fatto debiti per altre venti generazioni.
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