
Straordinario l’esempio di civiltà della famiglia del calciatore Ciro Caruso. Quel bambino, morto in circostanze tragiche in una piscina, darà la possibilità ad altri piccoli di vivere una vita migliore. I genitori del piccolo hanno autorizzato l’espianto di organi e così Alex ha fatto il grande dono di cornee, cuore, fegato e reni a bimbi affetti da malattie che ne compromettono la crescita e la salute. Non ho informazioni precise su Ciro Caruso, se non il ricordo di un atleta di talento e con buone prospettive, ma di altrettanta sfortuna per infortuni e malanni che impedirono una normale carriera sportiva. Abbiamo però ora un segno della sensibilità sua e della moglie rispetto ad una tematica di estrema delicatezza come quella della autorizzazione alle donazioni di organi. Grande segno di civiltà e di solidarietà umana in un contesto familiare composto da gente semplice e di estrazione media. Un insegnamento civile di profilo altissimo se raffrontato a quanto accade in altri casi di cronaca dove la appartenenza a ceti elevati non produce altro che manifestazioni esteriori e senza contenuti di reale profondità umana, limitandosi a centinaia di necrologi o a siti web dedicati. Mi piacerebbe trovare un giorno una strada, magari piccola, intitolata ad Alòex Caruso. Chiedo troppo?

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