lunedì 11 gennaio 2010

un riccio snello ed elegante


Muriel Burbery, la fortunata autrice del best seller "L'eleganza del riccio" ha fortemente criticato la versione cinematografica della regista Mona Achache in uscita nelle sale di tutto il mondo. In sostanza ha rinnegato quel prodotto, giudicandolo estraneo allo spirito del libro. Spero non si tratti di misere questioni commerciali, visto che la signora ha guadagnato un botto con la vendita del libro. Forse si tratta di altro. Una specie di sindrome della suocera, nel vedere che il proprio figliolo appena maritato si trova assai bene nella nuova casa in un contesto diverso da quello familiare. Il film, infatti, scorre veloce ed attrae il pubblico per il taglio ironico, superando così le pur sontuose pagine del libro. Che, ricordiamolo, ha provocato più di un abbandono di lettori un po' intimiditi dagli eccessi di cerebralismo del diario della giovanissima Paloma. Certo, alla fine si entra nel personaggio della ragazzina ed anche quei passaggi involuti costruiscono il carattere della giovane. Nel film il diario è abbandonato con l'adozione di una videocamera, strumento che permette di sveltire la narrazione, pur lasciando, a mio avviso inalterato il sapore del messaggio che la piccola aspirante suicida intende diffondere. Ambienti ricostruiti nel pieno rispetto del testo, dialoghi ben centrati sui concetti di fondo; interpreti scelti con straordinaria maestria. Su tutti la Balasko, che fa vivere il personaggio della portiera con lucida partecipazione. Alla stessa altezza la piccola che interpreta Paloma, luciferina nella determinazione e nella ferocia della sua critica al mondo fasullo che la circonda. Di speciale impatto la colonna sonora, sulle note di temi americani anni 40'. Un bel film, a mio parere, che meriterebbe un passaparola del genere che ha consentito la eccezionale diffusione del libro.

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